Antonio Romano - Candidato a Sindaco di Nocera Inferiore

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Unire le forze per l'Agro

10/10/2008

E’ opportuno mettere in campo un’azione di concertazione nell’Agro per quanto riguarda il Volontariato e la Protezione Civile. E’ necessario unire le forze per rendere l’Agro un unico grande territorio.

L’interessante discussione del meeting sul Volontariato e la Protezione Civile, tenutosi al Consorzio di Bonifica lo scorso fine settimana, ha fatto venir fuori tanti stimoli interessanti. Confrontandomi con il Presidente della Papa Charlie Michele Pepe e con gli autorevoli relatori, ho colto l’esigenza prioritaria di realizzare al più presto un sistema di protezione civile di natura comprensoriale. E’ necessario un coordinamento, che vada nella direzione di una sinergia concreta tra le nostre realtà.

D’altra parte, anche in qualità di Presidente della Patto dell’Agro Spa, da anni ho fatto dell’obiettivo della Città dell’Agro una priorità.

In questi anni abbiamo costruito moltissimo in questa direzione. Abbiamo un Patto Territoriale ed un Piano di Zona per le politiche sociali. Abbiamo realizzato anche la Polizia dell’Agro, anche se quest’ultimo è un obiettivo che stenta a decollare per alcune gelosie. Ed è giunto il momento, a mio avviso, di mettere in agenda politica la creazione di un Consorzio che gestisca i servizi alla persona (come ha fatto finora il Piano di Zona) e la Protezione Civile.

Parlo di un Consorzio operativo e naturalmente svincolato da logiche politiche, che possa concretamente operare. Secondo me, abbiamo la possibilità di farlo perché si tratta di un obiettivo che nel giro di qualche mese si può realizzare. E per questo l’Amministrazione Comunale di Nocera Inferiore sarà a disposizione per costituirlo insieme agli altri comuni. Basta stabilire con grande attenzione le regole.

E’ l’occasione per selezionare sui territori tutte le associazioni di qualità, che possano agire sinergicamente. Così, attraverso un’intensa attività di prevenzione, potremo sentirci un po’ più sicuri.

Non dobbiamo dimenticare che noi lavoriamo in difficoltà sempre, non solo in tempi di emergenza. Immaginare che lo straripamento della Cavaiola o della Solofrana riguardi solo un comune non è più possibile. Si pensi che solo qualche settimana fa abbiamo corso il rischio di evacuare Villanova, con tutti i rischi conseguenti.

In questi anni abbiamo vissuto due emergenze molto serie: la frana di tre anni fa al Vescovado e l’esondazione della Solofrana qualche anno fa.

Non possiamo più attendere per fare fronte comune ed organizzarci come comprensorio. La realtà è amara e difficile. C’è troppa impreparazione. E dobbiamo fare in modo di evitare che ci sia troppa confusione su questo tema. Le associazioni devono collaborare. Non è possibile che un giovane volontario entusiasta debba correre rischi seri nel dare un contributo alla comunità. D’altra parte, c’è un altro aspetto fondamentale, che riguarda l’aspetto economico. Abbiamo bisogno di maggiori risorse. A Nocera spendiamo oltre un milione di euro l’anno per la gestione del Tribunale. E quest’anno abbiamo dovuto investire due milioni di euro a causa dell’abolizione dell’ICI ed abbiamo anticipato un milione di euro per il COC in occasione della frana e dell’esondazione. In quest’ultima occasione abbiamo dovuto ripulire un quartiere intero dai fanghi della Solofrana e gli evacuati si trovano ancora in appartamenti in fitto.

Gli amministratori locali non possono avere solo responsabilità. Devono avere anche i mezzi. Lo stesso “pacchetto sicurezza”, che dà più poteri a noi Sindaci, non ci dà i mezzi ed i fondi adeguati per operare. Noi possiamo dare le indicazioni, ma le forze dell’ordine devono avere a disposizione finanziamenti ed uomini. Dobbiamo essere accompagnati dal livello regionale e nazionale.

Antonio Romano

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